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Tipologia di gioco
Regione
Veneto
Città / Territorio
Verona (VR)
Associazione
Circolo Damistico Veronese Enrico Molesini
Contatti

La Dama è un gioco che sotto una semplicità apparente nasconde profondità strategica. Un tavoliere quadrato, pedine di legno che scorrono sulle caselle scure e una sfida silenziosa tra due menti che osservano, attendono e immaginano le mosse future. È un gioco familiare e accessibile, presente nelle piazze, nei bar di provincia, sotto i portici dei paesi e nelle case di famiglia: ha accompagnato infanzie, serate d’inverno e amicizie, attraversando epoche e culture grazie alla sua essenzialità.
Si gioca sulle caselle scure: le pedine avanzano di una casella, catturano saltando quelle avversarie e la presa, spesso obbligatoria, trasforma ogni turno in una piccola scelta meditata. Quando una pedina raggiunge l’ultima fila diventa damae si muove in più direzioni, cambiando ritmo e possibilità della partita. Vince chi elimina tutte le pedine avversarie o ne impedisce il movimento.
La Dama è un gioco che unisce generazioni: nonni e nipoti, amici, sconosciuti, principianti ed esperti. È un invito alla calma, alla concentrazione e alla sfida leale, quella che nasce dal rispetto dell’avversario e dal piacere di una mossa pensata con cura.

Le sue origini affondano nell’antichissimo Alquerque, presente nell’Egitto faraonico e poi diffuso nel Mediterraneo. Nel Medioevo europeo l’Alquerque incontra la scacchiera e si trasforma progressivamente nella Dama moderna.
Secondo studi storici ed etimologici, il nome “Dama” deriva dalla regina degli scacchi, chiamata dame in francese. Intorno al 1400-1500, in Francia e nei Paesi Bassi, il gioco cominciò a essere chiamato jeu de dames o damspel, letteralmente “gioco con le dame”, sottolineando il legame con gli scacchi e con le figure femminili strategiche del tavoliere.
Con il Rinascimento il gioco si diffonde nelle corti italiane, francesi e spagnole, dove si codificano le prime regole e nasce la tradizione della dama internazionale. Da passatempo aristocratico diventa presto gioco popolare: nelle osterie, nelle fiere, nelle piazze ombreggiate, la Dama diventa un luogo quotidiano di incontro e confronto tra generazioni.
Ogni paese ne conserva varianti specifiche (italiana, brasiliana, polacca, inglese) ognuna con regole e gesti che raccontano culture diverse. Oggi la Dama è riconosciuta come disciplina sportiva, con federazioni e tornei, ma continua a vivere soprattutto nei contesti informali: sui tavolini dei bar, nei circoli ricreativi, nei centri culturali e nelle scuole, dove continua a insegnare pazienza, logica e rispetto.

Info

Il tavoliere, detto Carrom board, è una superficie quadrata in legno perfettamente levigata, con quattro buche agli angoli. Le pedine (carrom men) sono 19 dischi piatti di legno o plastica: nove scure, nove chiare e una rossa, la regina, che vale punti speciali. Lo striker, disco più grande e pesante, serve per colpire le pedine e mandarle in buca.
Per farle scivolare agevolmente si usa una polvere finissima, spesso di acido borico o fecola di patate. Bastano un tavolino stabile e quattro sedie per ricreare ovunque l’atmosfera del gioco, sia in un salotto di famiglia sia in una piazza di paese.

In India e in Sri Lanka il Carrom è spesso parte delle serate familiari o delle feste di quartiere. Durante il periodo del Diwali (la festa delle luci) o del Pongal (festa del raccolto), i tavoli vengono tirati fuori nelle corti e nei terrazzi: giocare insieme è considerato di buon auspicio per rafforzare i legami familiari e iniziare l’anno con armonia e fortuna.
In alcuni villaggi tamil, le partite di Carrom accompagnano i momenti di riposo dei lavoratori agricoli, con tornei informali organizzati nei mesi di fine raccolto.

Il Carrom può essere giocato in due o in quattro, a squadre o in singolo. Tradizionalmente molto diffuso tra gli uomini nei circoli sociali asiatici, oggi è praticato in modo paritario da donne, uomini, bambini e anziani. La semplicità delle regole e l’assenza di sforzo fisico ne fanno un gioco inclusivo, che favorisce la concentrazione e la collaborazione.
Nei tornei internazionali, come i Campionati Mondiali di Carrom, partecipano atleti e atlete di ogni età provenienti da oltre venti paesi. Ma, che sia giocato per puro divertimento o a livello competitivo, il Carrom resta soprattutto un rito sociale: un gioco che costruisce comunità, promuove l’incontro e trasforma la lentezza in arte.

Il calendario di attività annuale si può trovare al link: https://www.carromitaly.com/calendario-eventi/