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Tipologia di gioco
Regione
Veneto
Città / Territorio
Farra di Mel (BL)
Associazione
C.R.A.L. Farrese
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Ph credits: Barbara Rigon

Nella piazza principale di Farra di Mel si custodisce uno dei giochi di palla tradizionali più radicati del Veneto: il Tò Vegna. Secondo la documentazione conservata negli archivi, il gioco in questa vallata è già presente nel Seicento. Nel 1616 a Mel si giocava già e se ne parla perché una palla finì persa in una di “quelle cal”, senza riserve per sostituirla. Le fonti d’archivio testimoniano che nel Seicento si giocava dappertutto nella vallata: a Mel, a Carve, a Zottiér, a Bardies. Poi, come accade ai dinosauri, così racconta Gigi Corazzol, il gioco sparì quasi tutto d’un colpo: due o tre generazioni di emigrazione maschile massiva, le classi tritate nella guerra del ’15. A Farra, secondo la tradizione locale, fu un emigrante di ritorno dal Belgio, negli anni Venti del Novecento, a riportarlo. Il gioco aveva attraversato il confine con gli uomini e con gli uomini era tornato.

Da allora non si è più fermato. Ogni lunedì sera la Scuola del Tò Vegna tramanda il gioco ai più piccoli. Ogni primo maggio il torneo riunisce il paese in una festa che sospende il tempo. E durante il Palio di settembre, le contrade si sfidano in una rivalità che è antica quanto il gioco stesso.
Quando l’osteria che delimitava un lato del campo fu demolita per fare spazio alla piazza e alle automobili, il gioco non sparì: cambiò, si adattò e continuò. Le linee gialle che oggi tracciano il campo ricordano ancora quel muro che non c’è più. A Farra niente viene dimenticato in silenzio. Chi arriva da fuori, i “foresti”, i nuovi abitanti, trova nel gioco un linguaggio per entrare a far parte di questa comunità, coesa e aperta insieme. Il riconoscimento del programma Tocatì come Buona Pratica UNESCO nel 2022 ha restituito al Tò Vegna una visibilità più ampia, confermando quello che a Farra sanno già: che il gioco è allo stesso tempo memoria e vita vissuta.

Il Tò Vegna si gioca sulla piazza principale di Farra, con il muro come elemento fondamentale del campo. Le regole non si spiegano a parole: si capiscono solo giocando. Si gioca con le mani e le braccia, le gambe e i piedi, ma se la pallina colpisce la parte centrale del corpo è fallo. Si gioca con la piazza intera: le case, le finestre, i tetti, le grondaie, le persone sedute o in piedi intorno al campo diventano parte del gioco.

Le cacce sono bastoni in legno colorato che disegnano linee immaginarie sul campo, spostano il terreno di gioco e determinano i punteggi. Il sistema di regole è talmente radicato nei luoghi da essere, di fatto, inscindibile dalla piazza in cui si pratica.

Ogni lunedì sera si svolge la Scuola del Tò Vegna, dedicata ai più piccoli. Il torneo del primo maggio è il momento centrale dell’anno: le squadre vengono sorteggiate al bar Tucano in un’atmosfera di vigilia e festa. La serata si conclude con il pastìn, preparato con carni di produzione locale, e con canti al bar fino a tarda notte.

«È che bisogna aver giocato. La regola non è difficile,
ma bisogna aver giocato.»

Info

Palo in acciaio o legno di 12-14 m, grasso animale o vegetale applicato alla superficie. La squadra porta con sé i pali propri, adattati alle caratteristiche del terreno.

Piazze e aree festive delle sagre.

La squadra in gara è formata da cinque atleti che si dispongono a piramide. L’associazione coinvolge anche giovani leve, famiglie e comunità locali.

Tutto l’anno, con picco nelle sagre primaverili ed estive. Gli Acrobati della Cuccagna partecipano a oltre 130 eventi annui in tutta Italia.

Territorio

Farra di Mel (BL)
Farra di Mel è una frazione di Borgo Valbelluna, in provincia di Belluno, che conta circa 400 abitanti. Posata su un altopiano a circa 300 metri di altezza, ha il carattere fermo e silenzioso della montagna. Le Prealpi e le Dolomiti la circondano da ogni lato, disegnando un orizzonte che sembra tenerla al riparo dal mondo. Il paesaggio si distende in prati costellati di casèi, le costruzioni agricole in pietra che segnano i confini tra l’uomo e la terra e si anima di pose, canali, fontane e lavatoi: tracce di un’acqua abbondante che, liberata dall’altopiano attraverso risorgive e canali, ha reso fertili i campi e abitato la vita quotidiana del paese. A Pian del Toro, antico cuore di Farra, si trovavano un tempo forge, botteghe e il primo terreno di gioco del Tò Vegna. Il centro si è spostato, ma il gioco è rimasto.